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LŽinno ufficiale dellŽincontro regionale
Vi presentiamo l´inno ufficiale per l´incontro dei giovani della Lombardia. A conclusione del triennio che verrà vissuto insieme, pubblichiamo ufficialmente l´inno, con il commento di chi l´ha scritto, testi, spartito e accordi. Disponibili anche gli mp3 (completo e solo piano con voci).
Il cammino dell´Agorà dei giovani italiani, in questi tre anni, ha stimolato le comunità cristiane ad avere coscienza del compito, oggi difficile ma imprescindibile, di trasmettere la fede alle giovani generazioni. Una trasmissione necessaria e affascinante perché un giovane possa trovare, nella freschezza del vangelo, la speranza buona per il suo domani e l´appartenenza universale, nella solidarietà, ad ogni fratello che abita la terra di Dio.

L´inno Ai confini della Terra cerca di tradurre, per quanto possibile, nel breve tempo di un canto, quella che oggi è la sfida profetica dei giovani per il mondo. Non solo, vorrebbe anche esprimere la convinzione che, di fronte a questo compito, i giovani non si nascondono e non non fuggono, ma si lasciano affascinare ed accettano la scommessa con tutta la loro passione e creatività, realisticamente consapevoli delle proprie incertezze.

C´è, nel canto, innanzitutto un prologo che evoca l´istante della creazione, cioè l´atto d´amore originario con cui Dio ha dato pienezza ad una terra vuota e compagnia ad un uomo solo. Il soffio di Dio, segno della sua cura per il creato, è diventato respiro dell´uomo che ha cominciato ad abitare questo dono.

Le tre strofe compiono un percorso trinitario che dà un nome alle domande, alle scoperte, ai desideri della terra intera. L´amore originante del Padre, la salvezza gratuita del Figlio e la profezia dello Spirito accompagnano e riempiono di senso la storia di ogni giorno e di ogni uomo. L´acqua, la luce, il vento sono i simboli della vita, della vocazione e della presenza nel mondo.

I tre ponti raccontano la risposta generosa e docile dell´uomo alla rivelazione sorprendente del Dio della storia. Ecco dunque l´affidamento alla carità del Padre che diventa la forza, la sequela di Gesù, strada e verità del domani, e l´ascolto dello Spirito sorgente di unità e di pace.

Il ritornello costituisce la promessa che un giovane canta con determinazione e con gioia, quasi una professione di disponibilità ad essere testimoni perseveranti e coraggiosi dentro le sfide serie di questo tempo. La mèta, cha fa della vita di un giovane una vita buona, è quella che raggiunge l´altro in una relazione autentica e raggiunge l´orizzonte lontano in una appartenenza dischiusa al mondo intero. Il cammino verso questa mèta è accompagnato dalla buona notizia del vangelo e dal pane spezzato da condividere con tutti. Il punto di partenza non può che essere quello dell´alba della Pasqua che abbatte ogni barriera e ogni divisione, di cultura, di etnia, di religione, e va oltre il muro della morte stessa, in una speranza che non è utopia ma che si rispecchia nello stile di vita quotidiano di ogni cristiano. Quest´avventura, infine, non è solitaria o autoreferenziale, ma è condivisa con gli altri fratelli e, soprattutto, è costantemente accompagnata dalla presenza del Signore.

Raggiungere i confini della terra, lasciandosi interpellare dalle inquietudini dell´umanità senza scoraggiarsi e portando la bellezza della fede che è libertà per ogni uomo, è dunque necessario perché la vita di un giovane possa spiccare il volo nell´infinito.

Musicalmente l´inno s´ispira agli stilemi pop/blues di scuola americana fusi con le sonorità più tipicamente italiane, cercando di conciliare una linea melodica immediata, che coinvolga tutti, con una profondità spirituale, che ne faccia una preghiera intensa e gioiosa. Le strofe sono musicalmente più articolate, mentre il ponte crea l´attesa di un ritornello che, nel crescendo, acquista una forza che contagia tutti in un respiro ampio. Col desiderio, appunto, di raggiungere i confini della Terra.